Benessere del piede: 5 rimedi naturali per un pedicure senza lame

Dopo il decreto interministeriale 206/2015 del 12 gennaio 2016, che toglie dalle mani dell’estetista gli attrezzi da taglio e l’uso di alcune tecnologie, ogni anno si torna a parlare del limite di competenza fra podologia medica ed estetica. Il nostro obiettivo in questo articolo non è ribadire tale limite, ma rivelare alcuni rimedi naturali che gli operatori estetici possono utilizzare per un pedicure senza lame.

Punto di appoggio con il terreno, i piedi sostengono, danno stabilità e forniscono la spinta che permette di camminare, di correre, di muoversi. Inoltre sono una straordinaria sede riflessogena: sotto la pianta ci sono punti che corrispondono a tutti gli organi interni. Per questo rappresentano un elemento centrale per il benessere del nostro corpo: quando i nostri piedi stanno bene, ne beneficia complessivamente la nostra salute. Garantirne il benessere è, perciò, nostro compito. Un metodo antico ma importante è il pediluvio, utile a migliorarne l’aspetto e a tutelarne la salute. Un vero toccasana per sciogliere la tensione, alleggerire la sensazione di pesantezza, favorire la circolazione sanguigna, ammorbidire e rigenerare i piedi. Con l’aggiunta di alcune gocce di oli essenziali di Tea Tree, Timo e Arancio, poi, la prevenzione è completa.

Tuttavia esistono problematiche fastidiose che minano il benessere dei nostri piedi, per cui spesso ci viene consigliato il cosiddetto pedicure curativoÈ doveroso dire che il pedicure curativo vero e proprio è di competenza medica, ma, ciò nonostante, le estetiste possono trattare piccole patologie, riconoscere vari problemi e saper consigliare la cliente sul da farsi. Quello che, invece, anche secondo la normativa non devono fare è trattare tali problemi utilizzando strumenti da taglio. Per questo motivo di seguito elenchiamo una serie di principi attivi naturali che, se utilizzati con trattamenti specifici da operatrici del settore, possono aiutare a combattere alcune patologie senza ricorrere alle lame.

1) Urea contro l’ipercheratosi (duroni e callosità)

Parliamo di ipercheratosi quando siamo di fronte ad ispessimenti dello strato corneo dell’epidermide, diffusi o localizzati sulla parte superiore e sui bordi esterni delle dita, sul cuscinetto del piede e sulla parte posteriore del tallone, indotti da compressione, trazione e/o attrito esercitato dal suolo o dalle calzature sulla superficie podologica.

Le forme più comuni sono:
- duroni: vaste aree ipercheratosiche che si originano per azione di forze meccaniche e microtraumatiche su una regione anatomica già soggetta fisiologicamente a compressione, con una superficie più estesa e una sensazione più di bruciore che di dolore,  ma una profondità minore, rispetto ai calli;
- calli: zone di forma tondeggiante e colore giallo opaco, con un nucleo centrale più duro, causate da una compressione ripetuta su un’area ristretta e specifica (interdigitali, sopra falangei, metatarsali laterali sul 1° e 5° dito, plantari, periungueali e sub-ungueali).

L’Urea costituisce il rimedio naturale più adatto a combattere le ipercheratosi, in quanto componente naturale del NMF, cioè del fattore di idratazione degli strati superficiali della pelle. Ha proprietà cheratolitiche ed esfolianti, favorisce la rimozione delle cellule morte superficiali e vanta un effetto calmante ed emolliente, utile per riparare e rigenerare la pelle. Le molecole di urea penetrano in profondità nei corneociti e, disperdendosi tra le fibre di cheratina, incoraggiano l’effetto idratante e ammorbidente e promuovono la rimarginazione delle piccole screpolature.

2) Sangue di Drago per screpolature e ragadi

Le screpolature rappresentano una patologia molto diffusa che colpisce il tallone, perché in questa sede la pelle tende ad essere molto secca, arida e callosa. Causate da disturbi ormonali, menopausa o eccessiva sudorazione, tendeno a manifestarsi maggiormente in estate, quando i piedi sono più secchi e i tagli si formano più frequentemente. Se non curate, le screpolature rischiano di peggiorare, infettandosi, procurando dolore, bruciore e perdita di sangue e rendendo difficoltosa la deambulazione. Le ragadi sono manifestazioni di lacerazione della pelle, fessure, crepe o lesioni della superficie cutanea con origine prevalentemente tra le dita dei piedi e sui talloni. Sono causate principalmente da sfregamento del piede nella scarpa, uso di detergenti troppo aggressivi o variazioni di temperatura che rendono la pelle secca, disidratata, meno flessibile e predisposta a “rotture”. Possono provocare dolore, sanguinamento o perdita di siero dalle ferite aperte.

Il Sangue di Drago è la “pozione magica” che aiuta a combattere queste due problematiche. Ovviamente non si tratta di ciò che letteralmente sembra, ma di una pregiata resina di colore rosso, che si ottiene dalla essudazione di spaccature della corteccia della pianta Croton Lechleri, originaria del Sud America. Tradizionalmente è usata come rimedio astringente, antibatterico, fungicida e cicatrizzante, perchè estremamente ricca di taspina, che ha la capacità di richiamare i fibroblasti, fondamentali nel processo di cicatrizzazione e riparazione dei tessuti, e di proantocianidine, che garantiscono un’impressionante velocità di cicatrizzazione e la formazione di una “crosta resistente” in meno di 24 ore.

3) Olio di Canapa contro disidratazione e secchezza

Il problema della disidratazione e della secchezza riguarda soprattutto la pianta del piede, in particolare il tallone, e provoca la comparsa di screpolature, il cambiamento di colore della pelle, la formazione di fessure e, in alcuni casi, del prurito.

La secchezza può essere causata sia da fattori esterni (il clima caldo dei mesi estivi) che fisiologici o meccanici (una pelle sensibile oppure lo sfregamento contro le calzature).

Entrambe non vanno trascurate perché, oltre ad un disagio di tipo estetico, possono provocare nel lungo termine la formazione di callosità e la sensazione di dolore e bruciore.

Perciò in questo caso consigliamo l’uso di prodotti a base di Olio di Canapa. Ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di Cannabis Sativa, è un olio vegetale ricco in acidi grassi essenziali dalle spiccate proprietà antiossidanti, immunomodulanti e antinfiammatorie. I suoi semi sono molto ricchi di proteine e di vitamine (B1, B2, B6, E, Omega-3 e Omega-6).

4) Ricinoleato di Zinco per combattere i cattivi odori

Comunemente si pensa che solo il sudore sia il responsabile del cattivo odore dei piedi, ma non è così: la colpa è anche dei batteri che, proprio a causa del calore e dell’umidità, nelle scarpe trovano un ambiente adatto per proliferare, attaccano le molecole di sudore, decomponendole, e generano così il cattivo odore.

Il rimedio naturale perfetto e, soprattutto, privo di alluminio (che blocca la depurazione delle tossine) è un sale di zinco dell’acido ricinoleico (Ricinoleato di Zinco), un acido grasso purificato dall’olio di semi di ricino, ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi di Ricinus Communis. Infatti elimina e previene gli odori sgradevoli, captando le molecole che producono il cattivo odore e annientandole. Non interferisce con la naturale flora batterica cutanea e non inibisce la naturale traspirazione.

5) Tintura Madre di Lapacho per micosi e onicomicosi

Le micosi sono infezioni dovute a funghi o miceti. Trasmissibili per contagio tra persone, possono essere causate da igiene poco accurata, contatto con indumenti contaminati, docce comuni in palestre o piscine. L’infezione è favorita da condizioni di elevata umidità sulla pelle, perciò è frequente tra le dita dei piedi (piede d’atleta). Se non curata adeguatamente, può persistere a lungo ed estendersi ad altre parti del corpo o diffondersi ad altri soggetti.

L’onicomicosi, invece, è il termine medico di uso comune con cui si indica un’infezione dell’unghia causata da una classe di funghi detti dermatofiti. Inizialmente colpisce una piccola porzione dell’unghia, che presenta delle colorazioni diverse (dal bianco al giallo al marrone, verde e anche nero), ma, se non viene trattata, si spinge in profondità, causandone ispessimento, sgretolamento (con dolore e fastidio) sino alla caduta.

Per questa patologia la nostra proposta di benessere naturale si trova nel Lapacho, un albero sempreverde, appartenente alla famiglia delle Bignoniacee e originario delle foreste pluviali del Sud America. Si tratta di una pianta ricca di oligoelementi e di xilodina e lapacholo, sostanze con proprietà antivirali, antibatteriche ed antifungine, che favoriscono le naturali difese dell’organismo, stimolando e reintegrando il sistema immunitario.

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